Grazie al VIA concesso dal ministero dell'Ambiente, può partire il progetto del primo impianto eolico offshore in Italia. Il Ministero dell'Ambiente dà il via libera alla prima centrale eolica offshore d'Italia: il ministro Stefania Prestigiacomo ha infatti firmato nove decreti VIA (Valutazione d'impatto ambientale) su alcune opere ritenute “strategiche per lo sviluppo economico e ambientale del nostro paese”.
Di particolare rilevanza è il parere positivo nei confronti della realizzazione del primo impianto eolico offshore d'Italia: il progetto, proposto dalla Società Effeventi, prevede l'installazione, di fronte alla costa di Termoli (Campobasso), di 54 turbine eoliche - fornite da Vestas - per una potenza complessiva di 162 MW.
I benefici ambientali
In una nota ministeriale, si evidenziano i benefici ambientali che comporterà la centrale eolica offshore: “sarà evitata l'emissione nell'atmosfera di circa 420.000 tonnellate di anidride carbonica, di 600 tonnellate di anidride solforosa, 800 di ossidi di azoto, 43 di polveri, risparmiando inoltre il consumo di circa 90.000 tonnellate equivalenti di petrolio”.
Le altre opere
Gli altri decreti Via firmati riguardano “i permessi per la ricerca di idrocarburi nel mare italiano finalizzati a valorizzare le risorse energetiche nazionali (progetto Northem Petrolium), la centrale termoelettrica di Brindisi Nord (Edipower), quella di Falconara (Api Nova Energia), la raffineria di Cremona (Raffinazione Tamoil) e la centrale termoelettrica di Taranto nella raffineria Eni (progetto Enipower)”.
“L'entità complessiva degli investimenti – aggiunge la nota - sarà pari a circa due miliardi e trecento milioni di euro. Il personale impiegato nelle opere di cantierizzazione potrà raggiungere le 3.000 unità, mentre l'incremento di organico per il funzionamento a regime sarà di oltre 300 unità. I tempi dei lavori varieranno a seconda del tipo di intervento (fino a un massimo di 34 mesi)”.
Intesa Italia-Cina
Sempre di ieri è la notizia della firma a Pechino, da parte del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e del ministro della scienza e tecnologia della Repubblica Popolare Cinese Wan Gang, di una dichiarazione congiunta sulla prosecuzione ed implementazione dei rapporti bilaterali in materia di ricerca e tecnologia ambientale. Si tratta di una dichiarazione di intenti che consentirà lo sviluppo, tra gli altri, di nuovi progetti in materia di produzione di energia rinnovabile, di “carbon capture e storage” ed efficienza energetica.
Enel firma un accordo per il CCS
Inoltre, ieri a Pechino i Ministeri dell’Ambiente italiano e cinese e l’Enel hanno siglato un accordo sul trasferimento in Cina delle tecnologie del cosiddetto “carbone pulito” e della cattura della CO2. “L’accordo di oggi ci fa diventare il primo Paese europeo a sviluppare un programma del genere con la Cina”, ha spiegato la Prestigiacomo. Esso “prevede infatti uno studio di fattibilità per la costruzione di un impianti di cattura e stoccaggio dell’anidride presso una centrale a carbone e la sua successiva iniezione in un giacimento petrolifero esausto. Questo consentirà un abbattimento sostanziale delle emissioni prodotte”.
fonte:Casa&Clima