Secondo un'indagine di Farefuturo e Symbola, la green economy sta conquistando sempre di più l'Italia. La Green economy come scelta obbligata per affrontare la sfida dei mutamenti climatici, e come strategia efficace per combattere la crisi e rilanciare l’economia a partire dall’innovazione, dalla ricerca, dalla conoscenza. Di questo si è discusso in un convegno tenutosi martedì 17 novembre a Roma, focalizzato sulla ricerca “Green Italy. Ambiente, Innovazione e Qualità per sfidare il futuro”, realizzata dalle fondazioni Farefuturo e Symbola.
L'indagine delinea un quadro dell'economia italiana in cui risulta che quattro aziende su dieci in Italia puntano su prodotti e tecnologie capaci di ridurre l'impatto ambientale e di garantire il risparmio energetico. Emerge dunque anche nel nostro Paese un modello di business fondato su criteri di sostenibilità ambientale (la cosiddetta “green economy”), che invece di ostacolare la crescita dell'economia ne favorisce lo sviluppo, creando mercato e assicurando ritorni economici attraverso l'investimento nell'ambiente.
La Germania prima in Europa
In Europa la Germania, investendo prima e più degli altri nello sviluppo delle energie rinnovabili, è stato il Paese che ha colto meglio degli altri le opportunità della green economy. Anche l'Italia, sia pur in ritardo rispetto a parte dell’Europa, ha intrapreso questo percorso.
Energie rinnovabili e riconversione
La ricerca pone in evidenza come la green economy “made in Italy” segue due direttrici principali: lo sviluppo di alcuni settori innovativi ‐ energie alternative in primis ‐ e la riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali legati al manifatturiero. La sfida climatica sta spingendo alcuni settori del made in Italy a riposizionarsi sul mercato anche puntando sull’eco‐compatibilità.
“Si tratta – spiega la ricerca - di tendenze ancora in nuce che investono al momento singoli casi di eccellenza ma che, se adeguatamente sostenute da politiche pubbliche, potrebbero anche assumere dimensioni di sistema”. Ad esempio, molte piccole e medie imprese stanno muovendosi dalla meccanica pura verso le energie rinnovabili ‐ dalla progettazione degli impianti alla produzione ‐ ma anche verso altri settori, come il recupero dei vettori energetici da produzione industriale o la produzione di idrogeno da lavorazioni di semiconduttori. Altri esempi di una svolta verde si trovano nei settori della ceramica – che duramente colpito dalla recessione, è stato fra i primi a sperimentare la via “green” nel tentativo di superare la crisi -, automotive, nautica, tessile, rubinetti, legno-arredamento, chimica e agricoltura.
L'industria delle rinnovabili è cresciuta
La ricerca, azzardando una stima sommaria, calcola che in Italia il settore ambientale (rifiuti, energie rinnovabili, disinquinamento, salute e sicurezza, risorse agro‐forestali) fattura complessivamente 10 miliardi di euro e occupa circa 300 mila addetti. Nel settore delle rinnovabili, ad esempio, il Belpaese lo scorso anno ha raggiunto il terzo posto in Europa e il sesto nel mondo come potenza e generazione di energia derivata dal vento. L’industria eolica italiana risulta molto avanzata, soprattutto per quanto riguarda i processi di gestione, manutenzione e sviluppo degli impianti.
Opportunità occupazionali
Secondo un’indagine di Unioncamere, il 40% delle Pmi sta puntando sulla green economy per superare la crisi. In base ai dati del rapporto “Working for the Climate” di Greenpeace International, puntare in Italia sulle energie alternative significherebbe raggiungere oltre 100 mila occupati nel 2030, l’82% in più rispetto ai 56 mila dello scenario di riferimento. Il 73% dei lavoratori del settore sarebbe occupato nelle rinnovabili, mentre per il 22% si tratterebbe di nuovi posti di lavoro creati grazie agli investimenti in efficienza energetica. Secondo invece le stime del rapporto “Prospettive di sviluppo delle tecnologie rinnovabili” dell’Università Bocconi, se si rispettassero i parametri del pacchetto Energia e Ambiente dell’Ue, in Italia potrebbero crearsi almeno altri 250.000 nuovi posti di lavoro nelle energie rinnovabili, di cui 66.000 solo nell’eolico.
fonte:Casa&Clima