Assosolare contesta riduzioni troppo alte della tariffa incentivante e un tetto di potenza incentivabile troppo basso. La bozza di decreto del ministero dello Sviluppo economico, per il nuovo Conto Energia dopo il 2010, lascia scontente le associazioni del settore. Secondo le anticipazioni del Quotidiano Energia, la bozza di DM fissa a 1500 MW il tetto di potenza fotovoltaica incentivabile, e decurta la tariffa incentivante dell'8-10% all'anno.
Per Assosolare (Associazione Nazionale dell'Industria Fotovoltaica) la nuova potenza incentivabile è ancora troppo bassa, “poiché 1500 MW verranno raggiunti già nel 2011. Assosolare, insieme ad Aper, Gifi/ANIE aveva chiesto 8 GW di potenza incentivabile in cinque anni”, spiega l'associazione in una nota.
Riduzioni tariffa troppo alte
Al contempo, le riduzioni della tariffa previste nella bozza sono troppo alte. Nella posizione comune delle associazioni di categoria, la riduzione richiesta “dovrebbe essere del 4% ogni anno dopo una riduzione anche dal 5 al 18% nel corso del 2011, ciò per riflettere la curva di riduzione dei costi degli ultimi anni, che si prevede vada ad affievolirsi negli anni successivi al 2011”.
Assosolare evidenzia, pertanto, l'importanza di “una riduzione graduale della tariffa nel corso del 2011 così da consentire a chi ha terminato gli impianti quest’anno e, preventivato un business plan sulla base della tariffa 2010, di allacciarsi alla rete, visti gli attuali gravi problemi di connessione”. “Una soluzione da noi proposta – ha dichiarato Gianni Chianetta, presidente di Assosolare - potrebbe essere quella di riconoscere la tariffa a chi ha completato gli impianti e ha fatto richiesta di connessione entro il 31 dicembre 2009”.
Riduzioni più drastiche con la nuova tecnologia
La tecnologia del fotovoltaico, sottolinea Chianetta, è sempre più vicina alla maturazione; ciò consentirà riduzioni di costo sempre più ridotte nei prossimi anni, “fino a quando la nuova tecnologia su cui le aziende potranno investire grazie alla crescita del mercato, sarà pronta per essere commercializzata. Solo allora potremo permetterci riduzioni più drastiche della tariffa”. Occorre poi tener conto del fatto che i componenti dell'impianto oltre al pannello – inverter, cavi ecc. - rappresentano tecnologie già mature con un costo che non può scendere e che sempre di più incide sul prezzo complessivo dell'impianto.
No all'aumento del conto capitale cumulabile
Assosolare si dice anche contraria all'incremento dell'incentivo in conto capitale cumulabile con il conto energia. Questa è già l'esperienza e l'errore della Grecia: “un conto capitale troppo elevato (50% dell’investimento) vuol dire rallentare tutto il sistema, perché il promotore attenderebbe la concessione del finanziamento prima di realizzare l’impianto fotovoltaico”, conclude Chianetta.
Pertanto, Assosolare propone di lasciare invariato il 20% in conto capitale (oggi in vigore), che rappresenta un buon compromesso perché consente ai governi delle regioni con minore irraggiamento solare di riequilibrare la remunerabilità tra nord e sud.
Fonte: Casa&Clima