Previsto dalla Direttiva 2009/28/CE e dalla Legge Comunitaria 2009 entro il 30 giugno 2010, il Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili da tempo atteso è stato finalmente pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Il documento programmatico, posto in consultazione fino al 29 giugno, sarà poi trasmesso alla Commissione europea. Nella bozza viene introdotto l'obiettivo per l'Italia di coprire entro il 2020 con le fonti energetiche rinnovabili il 17% dei consumi energetici nazionali (in linea con le indicazioni europee), con la quota del 6,38% del consumo energetico del settore trasporti, del 28,97% per l’elettricità e del 15,83% per il riscaldamento e il raffreddamento, tenendo conto degli effetti di altre misure relative all’efficienza energetica sul consumo finale di energia, atteso per il 2020 pari a 131,2 Mtep.
Energia elettrica da rinnovabili
L'apporto delle rinnovabili alla generazione elettrica dovrà quindi passare dal 16% a quasi il 29%, con l'idroelettrico che dovrà contribuire per l'11,49% dei consumi elettrici, seguito dall'eolico (6,59%, cioè dieci volte l'apporto attuale), biomasse (5,74%, pari al doppio), solare (3,1% rispetto all'attuale 0,01%), geotermia (2,05% contro l'attuale 1,5%).
Consumi finali per riscaldamento/raffrescamento
Lo sviluppo delle fonti rinnovabili a copertura del fabbisogno dell'energia termica rappresenta una linea d’azione di primaria importanza, da perseguire con azioni di sviluppo sia delle infrastrutture che dell’utilizzo diffuso delle rinnovabili. Tra le prime rientrano lo sviluppo di reti di teleriscaldamento, la diffusione di cogenerazione con maggiore controllo dell’uso del calore, l’immissione di biogas nella rete di distribuzione di rete gas naturale.
Riguardo alle seconde, sono necessarie misure addizionali per promuovere l’ utilizzo diffuso delle fonti rinnovabili a copertura dei fabbisogni di calore, in particolare nel settore degli edifici, che peraltro possono essere funzionali anche al miglioramento dell’efficienza energetica. Il balzo in avanti sarà notevole, se consideriamo che si passa, dalla modesta quota del 2,80 % da rinnovabile nel 2005 per la produzione di energia termica, al 15,83% nel 2020. La parte maggiore dovrebbe essere assorbita dalle biomasse (9,18% sul totale), seguite dall'energia prodotta da pompe di calore (4,16%). Tra queste quelle aerotermiche dovrebbero fornire il maggior apporto: 3,12% sul totale dell'energia impiegata. Al solare è assegnato un ruolo di appena il 2,33% a livello nazionale.
Confermati i meccanismi di incentivazione
Nel Piano di azione nazionale sono descritte le misure (economiche, non economiche, di supporto, di cooperazione internazionale) necessarie per raggiungere questi obiettivi. Il documento interviene sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione (certificati verdi, conto energia, certificati bianchi, agevolazione fiscale per gli edifici, obbligo della quota di biocarburanti ecc.) per incrementare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno, in modo da evitare una crescita parallela della produzione e degli oneri di incentivazione, che ricadono sui consumatori finali, famiglie ed imprese.
Nella bozza il Ministero manifesta l'intenzione di rafforzare il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica TEE e di procedere alla completa attuazione o potenziamento dell'obblico del 50% di ACS da FER.
Procedimenti autorizzativi semplificati
In una nota, il Mse spiega che il Piano prevede l’adozione di ulteriori misure trasversali, volte alla rimozione o attenuazione delle barriere correlate ai procedimenti autorizzativi, allo sviluppo delle reti di trasmissione e distribuzione per un utilizzo intensivo/intelligente del potenziale rinnovabile, alle specifiche tecniche di apparecchiature e impianti, alla certificazione degli installatori.
Sistema di monitoraggio delle rinnovabili
Il Piano considera inoltre sia l’introduzione di criteri di sostenibilità da applicare alla produzione di biocarburanti e bioliquidi, sulla base di sistemi di tracciabilità sull’intera filiera produttiva, sia misure di cooperazione internazionale. Il monitoraggio complessivo statistico, tecnico, economico, ambientale e delle ricadute industriali connesse allo sviluppo del Piano di azione verrà effettuato dal ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministero dell’Ambiente e con il ministero delle Politiche Agricole, con il supporto operativo del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che implementerà e gestirà un apposito Sistema Italiano di Monitoraggio delle Energie Rinnovabili (SIMERI).
Fonte: Casa&Clima